In ordine all'argomento citato in epigrafe sollecito la vostra attenzione, compagne/i, sull'annosa questione concretamente rivolta a chi sa di essere oggetto di cotanto vituperio-sdegno. Ora disquisire sull'opportunità del risentimento collettivo sarebbe puro esercizio retorico, mero stilismo retroattivo destrutturalizzante, pertanto ci limitaimo a suggerire riflessione. A chi ci obbietterà di allontanarci dai nostri principi fondanti sarebbe opportuno rsipondere che: forse noi non dobbiamo interessarci della cosa comune, benchè investiti della superiore causa (eliminazione fisica e morale delle vituperate b.) che inevitabilmente porterà a un nouvo ordine dii grandezza, di caos, di cose, di entropia; forse non dovremmo interessarci delle fondazioni su cui il precario ordine mondiale disquisisce e si arrovella (ancora per poco) e infine, ma non ultimo, non dovremmo, forse, avere voce in capitolo come quant'altri similmente e peggio di noi hanno tentato di rappresentare, inculcare, defenestrare(?), l'inganno che infiltrandosi ha permeato diversi strati di società fino a rendere le sue fondamenta puro marciume putrescente?
155 parole (ho rispettato gli accordi Dio; perchè se tu parli con Dio stai pregando, se Dio parla con te sei pazzo, se sei povero, eccentrico se ricco)
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